venerdì 8 giugno 2007

Col caldo preferisco farlo all’aperto! E lontano da casa!

Dite la verità, vi sono mancato come un ospite indesiderato fuori dalla porta il Lunedì mattina e voi non siete soli e molto, molto presi!! ! Ma andiamo a vanti.

Dopo il solito Venerdì sera solito bar solita gente solite cazzate (anche se devo ammettere di aver avuto modo di conoscere una coppia niente male!), il Sabato mattina ho sbattuto il culo in macchina e via! La Toscana mi aspettava!! Viaggio sotto il diluvio, ma gia a Spezia arriva il sole ad asciugarmi l’inverno. Si, ormai è estate per me, anche se piove da millenni.
Pranzo al mio barettino sulla marina, bella gente, bella musica, i miei amici che mi coccolano. Sole presente, come sempre.
Pomeriggio che più nulla è impossibile. Chiacchiere, bevutine analcoliche, risate, aperitivi e conoscenze nuove, (tante milanesi …) e poi a cena con il mio Gattaccio, finalmente.
Quando lo vedo sto sempre male; come si fa a far finire una storia mai cominciata?
Tutto in tiro, come piace a me. Con la camicia che gli ho regalato a Novembre, all’uscita dell’autostrada, in quel giorno caldo ma gelido per noi.
E tutto il resto come piace a me.
Cena tranquilla in tre. Quante cose da dire, da ascoltare, da riderci a crepapelle, da vedere e commentare con uno sguardo. Arrivano gli altri amici.
Lo lascio in buona compagnia, domani ci si vedrà con tante cose da raccontare. Ah, c’era anche il suo nuovo tipo con noi.
Io guido fino a Prato est e tra gli amici vedo un cinghialotto mai visto prima, che sembra essere interessato ma che ci pensa bene prima di farmelo capire. Poi, finalmente me lo fa capire e passiamo un paio d’ore a chiacchierare all’aria aperta del giardino. Prima di salutarci mi da il suo numero e la mano da stringere. Ciao ciao, mi dice.
Dico, ma mi hai visto bene? Hai capito quello che ti ho detto?
Vengo da Pisa, ci devo tornare, riparto per Milano il Lunedì e tu? Neanche un bacio? Un abbraccio? Ma chi sei, Santa Cinghiala del Mugello?
Tutta una sera per .. e nulla. Tutti quei chilometri per … e nulla.
Ma quanto sono felice? Ma quanto tempo era che uno voleva conoscermi prima di … ribaltarci? E quanto gli piaccio? Perché è chiaro che gli piaccio!?! Guarda quanti sms mi manda! Mi vuole con se domani, a casa sua!
Sono già in albergo, mai fatto tanti chilometri senza accorgermi.

Sono in albergo, nello stesso letto dove ho fatto l’amore con Gatto tante volte, troppo poche. Nello stesso letto dove dormito con Gatto tante volte, troppo poche. Dove ho scoperto un po’ di me. Il suo odore sulla mia pelle per tutto il tempo. Il suo sguardo nella mia testa per sempre. Dove ho dato ciò che avevo e ho ricevuto ciò che non immaginavo. Il sonno tarda ad arrivare e penso ai suoi occhi mentre guardava il suo nuovo tipo. E piango.
La mattina mi spedisce un sms così presto che lo manderei in … e mi chiede per l’ennesima volta se ci sarò per cena. E poi cambia idea, niente cena. Solo dopo cena con tutti gli altri.
Aspetto che il cinghialotto si svegli e mi chiami, mentre faccio colazione al solito baretto e poi parto sperando che il motogp non faccia troppi danni al mio trasferimento. No, è il caos più totale.
Ceno con lui a casa sua con quello che abbiamo cucinato insieme, mentre ci raccontiamo tutto o quasi. Si va a bere al chiosco dove ci sono i suoi amici e poi di nuovo a Prato per trovare i miei.
Eccolo Gatto, di nuovo di fronte a me, ma questa volta non è felice, e lo si vede. Ah, è ancora con il suo nuovo tipo.
Vanno via quasi subito, devono finire di litigare, di massacrarsi per cazzate.
Io vorrei e farei e invece vado a dormire al Mugello. Perché non ci sono alternative. Solo in tarda mattinata mi dice che si sono lasciati un’altra volta e che lui è in giro, non so dove, al sicuro.
Voglio scappare da lui, e invece faccio colazione, lo accompagno in paese a fare commissioni, e ci promettiamo cose e ci baciamo come amanti innamorati e finalmente me ne vado, con lui che mi guarda da sotto il cappellino, da dietro i baffi. Perché non ci sono alternative.
Gatto è stanco, ed anche io. Il barettino della marina ci protegge, lui mi racconta che non ne vuole più sapere del suo nuovo tipo, e io capisco quanto ne è innamorato. E poi bisogna salutarci, e promettersi che ci saremo, l’uno per l’altro, come solo gli amici veri sanno. Perché non ci sono alternative. In macchina accanto a me, il suo odore mi spacca la testa! Parto per tornare a casa mia, con troppi bagagli con me. Una cosa non tornerà con me: la speranza.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Quello che posso dirti é di andare avanti per la tua strada sempre e comunque. Prova a parlargli, molte volte le situazioni rimangono stagnanti per paura di affrontare la realtá.
E comunque meglio rimpianti che rimorsi.